Artwork title : "Risonanti erratici paraggi"
Video digitale “RISONANTI ERRATICI PARAGGI” (2023)
di Duilio Carpitella (scenari visuali) con la collaborazione della formazione Ossatura per gli scenari sonori.
Formato Mp4
Sequenze video finali ottenute da una animazione interattiva appositamente realizzata col contributo tecnico-informatico di Gian Marco Todesco
Gli accorgimenti formali capaci d’inglobare, seppur solo allusivamente, il fattore “tempo” in immagini per loro natura fisse hanno seguito un’evoluzione storico-artistica ben nota. Parallelamente, però, il tema dell’utilizzo visuale di un’alternativa “inversa” alla Prospettiva Lineare, benché sia emerso fin dalla fine degli anni ’10 del secolo scorso1 in relazione alle prassi formali talvolta praticate nei secoli XIV e XV dai grandi Maestri russi nel campo delle Icone Sacre, pare non aver avuto sviluppi degni di nota se non, forse, molto di recente.
È curioso notare, sebbene sia probabilmente solo un’interessante coincidenza temporale, che le prime riflessioni moderne su questo singolare tipo di resa visiva dello spazio, fondato sull’estrema moltiplicazione degli angoli visuali, seguano di pochi anni l’elaborazione dei sistemi figurativi tipici di cubisti e futuristi, tutti orientati, benché con approcci distinti, all’inclusione delle componenti “tempo” e “memoria” nelle proprie prassi formali. Va però puntualizzato, a scanso d’equivoci, che la ricerca di legami procedurali o ideali tra questi due tipi di ricerche (le icone russe e i cubo-futurismi) sarebbe forse del tutto fuorviante2. E comunque, sia da parte dei Maestri tardo-medievali russi sia da quella degli avanguardisti proto-novecenteschi, le soluzioni adottate si sono sempre avvalse d’ampi margini di arbitrio nella scelta delle singole visuali utilizzate per le varie sezioni delle immagini complessive.
Più rigorosa sotto il profilo tecnico-scientifico, la Prospettiva Inversa3 è un metodo grafico capace di ritrarre bidimensionalmente spazi e oggetti a tre dimensioni con una singola immagine istantanea del tutto coerente; essa però permette di visualizzarne simultaneamente le sembianze da un’infinità di angolazioni differenti, seppur fra loro del tutto coordinate. In quanto tale si presta, al pari della Prospettiva Lineare di derivazione Brunelleschiana, all’uso anche per raffigurazioni in movimento quali animazioni interattive o meno e applicazioni di Realtà Virtuale e/o Aumentata, richiedendo magari all’osservatore una certa dose di disponibilità nel mettere in discussione le proprie consuetudini percettive radicate, fornendogli però in cambio, forse, un’esperienza visuale carica di singolare suggestione estetica.
I suoi distintivi connotati formali sono questi:
La Prospettiva Inversa ha anche una sua singolare vocazione per una resa percettiva degli oggetti connessa col trascorrere del tempo: questa è dovuta alla potenziale presenza simultanea che essa offre, con totale continuità visiva, dei loro versanti rivolti in direzioni opposte; e ciò ne svela l’illuminante convergenza col cubismo4. Anche per questo, tra l’altro, si può ipotizzare di trarne vantaggio pratico in settori tecnico-didattici molto specialistici quali la Cristallografia, la Chimica, la Medicina o la Chirurgia e forse perfino l’Aviazione.
Inoltre, la stessa congenita quantità infinita di punti d’osservazione pone lo sguardo dello spettatore, come volevano i Maestri russi, nella metafisica condizione d’esser situato simultaneamente in tutti i recessi della volta celeste, scoprendosi sia erranti per le più estreme periferie dello spazio, sia ospiti dei più intimi paraggi del tempo. E per la memoria, che traduce i flussi temporali nel gergo della consapevolezza, è agevole rapprendersi in “narrazione continua”. Dobbiamo comunque renderci conto, a questo punto, della disponibilità d’uno strumento che prima ci mancava. Si tratta d’un minuscolo, ulteriore varco aperto nei limiti imposti dalla natura alle nostre facoltà fisiche: qualcosa che ci permette di scrutare la realtà materiale amplificando la visualità al di là di ogni punto d’osservazione soggettivo.
Bibliografia
Per le motivazioni filosofiche, simboliche e matematiche della ‘Prospettiva Rovesciata’:
Per un’esposizione illustrata sistematica del metodo applicativo della Prospettiva Inversa e per apparati grafici esemplificativi: