LAB ART PRIZE - MILAN 2026
alberto peppoloni Italy Painting

Artwork title : Breathe

Breathe

olio su tela 

51x90 cm

2026

 

Un tema che parla di natura, spensieratezza e un invito a fermarsi! 

Distogliere per un momento lo sguardo, disattivare le aspettative, rivedere le priorità, prendere tempo.

 

Respirare.

almeno per un attimo.

 

Sulle note di  “Breathe (In the Air)” - Pink Floyd 1973 mi sono fermato a guardare il cielo.

Mi sono immerso in questo infinito dipinto di blu, senza fare domande, senza richieste, fermo ad osservare la luce filtrata dai colori, perdendomi piacevolmente  oltre i confini dell’invisibile ed entrare dentro le nuvole. 

Vivo nella città del futurismo e qui non si può perdere tempo, non ci si può fermare e respirare solamente, qui si deve fare, creare, andare, correre.

L’opera esprime il desiderio di cambiare punto di osservazione, muovere l’obbiettivo verso direzioni inusuali forse per non continuare a voler vedere dritto davanti a se o forse come un grido d’aiuto, l’opera viene realizzata all’inizio della primavera 2026 vuole essere anche un’omaggio a madre natura, un’invito a perdersi per un momento tra le meraviglie del creato e inconsapevolmente vivere un’esperienza mistica.

L’opera in stile “Decompose” anticipa un nuovo capitolo in cui natura, bellezza e perfezione si incontrano.

 

 

 Serie pittorica Decompose

Il progetto “Decompose” è un percorso di evoluzione figurativa, un processo di scomposizione dell’immagine in poligoni. L’immagine ri-plasmata in un nuovo codice, genera una duplice visione in base al punto di vista da cui si guarda l’opera. Se osservando l’opera da un punto di vista ravvicinato si percepisce la “nuova immagine”, evoluta e astratta. Allontanandosi invece si percepisce la sua matrice storica e figurativa. In questo movimento temporale si crea un gioco di inaspettate visioni. L’intenzione finale è di generare un’opera moderna e antica al contempo, di percepirne lo scorrere del tempo. Un’ulteriore contrasto premeditato è dato dal linguaggio compositivo moderno che ben si fonde all’uso classico e tangibile della pittura ad olio su tela. Una tra le tesi personali legate a “Decompose” è la seguente: “se le grandi distruzioni (guerre o calamità) o piccole, che viviamo nel microcosmo quotidiano, non ci annientano definitivamente, possiamo trovare una nuova linfa nel ricreare dai frammenti e da ciò che ci appare distrutto: “la nuova immagine”.