Artwork title : Semiotic Desire omaggio a Ghiannis Ritsos
Titolo: "Semiotic Desire" omaggio a Ghiannis Ritsos - olio su tela - Milano 06-2025 - 50 x 59,5 cm
“L’uomo è abitato da un Desiderio che lo apre continuamente all’Altro“
Il Desiderio metafisico non aspira al ritorno: non è colmato, ma si accresce.
Semiotic Desire è un dipinto del ciclo Semiotic Turn, in cui il desiderio è rappresentato come un corpo aperto, attraversato da segni, suoni, linguaggi. L’opera non raffigura il bisogno: lo lascia fuori campo, come ciò che il desiderio supera e rifiuta. Qui non c’è chiusura né soddisfazione: c’è solo movimento verso, tensione, apertura all’alterità.
Il corpo non si chiude in una forma definita, ma si estende nello spazio attraverso strumenti musicali che costituiscono il corpo stesso: come se il desiderio si suonasse. I capelli della figura, lunghi e fluttuanti, si dispiegano come un pentagramma vivente, attraversati da note musicali che prendono il volo. Le note si staccano dalla partitura e si trasformano progressivamente in uccelli che si librano verso l’alto, verso un cielo che non si vede, ma si intuisce. Intorno alla figura fluttuano finestre, simboli antichi e moderni della separazione tra interno ed esterno, tra prima e il dopo, separati da un vetro di invisibile presente. Tutto è in movimento, tutto tende verso l’Altro. Nulla è chiuso.
Non c’è rappresentazione esplicita del “bisogno”, ma il suo spettro aleggia, come un’assenza: ciò che il desiderio eccede, rifiuta, trascende. Il bisogno chiude, soddisfa, spegne. Il desiderio, invece, è apertura infinita, è il linguaggio che cerca senso nell’Altro, è la relazione mai risolta, mai colmata. Se il bisogno appartiene all’ordine della natura, il desiderio appartiene all’ordine della cultura, del simbolico, dell’etico (Lévinas).
Semiotic Desire è un’opera sul movimento incessante verso ciò che non si conosce e al contempo di cui si sente la mancanza: l’Altro. È il riconoscimento che il desiderio prende forma solo attraverso il linguaggio, i segni, l’apertura all’esterno.
L’opera è in omaggio al poeta Greco Ghiannis Ritsos “La finestra” in Quarta dimensione.: <<La finestra indica spazio interiore aperto su un universo mite e conosciuto eppure sempre dicente, alludente, mostrante. E’ una macchina da presa che ci mostra, con il suo occhio, il lento scorrere sulle ere del mito riportandocelo con i suoi riti impassibili.>>.
semioticturn.com