In questo dipinto ho voluto esplorare la complessità dell’identità, quel senso di non essere mai completamente coincidenti con ciò che vediamo riflesso nello specchio.
La divisione del soggetto, il rapporto con la propria immagine e quella mancanza che ci attraversa e ci spinge continuamente a desiderare.
I volti, le finestre, la sfera e i tre anelli si intrecciano in una ricerca che parla dell’uomo ma anche di ciò che ci rende umani: il tentativo di riconoscerci, di trovare un’immagine in cui sentirci interi, pur restando attraversati da dubbi, contraddizioni e parti di noi che non riusciamo a vedere.
Attraverso il pensiero di Lacan, questo lavoro si avvicina al concetto di “soggetto barrato”: un soggetto diviso, che non coincide mai del tutto con la propria immagine e che porta in sé qualcosa di impossibile da definire completamente.
I tre anelli richiamano il nodo borromeo, l’intreccio tra Reale, Simbolico e Immaginario, dimensioni attraverso cui costruiamo e viviamo la nostra esperienza.
Forse è proprio questo che cerco nella pittura: dare forma a ciò che sfugge alle parole, a quella parte di noi che rimane nascosta anche quando proviamo a guardarci davvero.