Artwork title : Paesaggio
Barbara evidenzia soltanto un particolare, talvolta minimo; lo esplora in ogni suo aspetto e ne ricava una immagine "altra" rispetto alla sua raffigurazione iniziale. Mi spiego: l'immagina da cui parte è (che so?) un gruppo di betulle spoglie in mezzo al biancore di un poggio innevato sotto il sole; l'artista su un particolare di quell'immagine, poniamo una parte del tronco di una betulla illuminata dal sole e con la neve cristallizzata che si accende di faville di luce a fare da sfondo. L'artista concentra l'attenzione proprio lì, la esplora nei minimi particolari ed ecco che tra le pieghe della corteccia coglie una immagine di paesaggio, le labili tracce di un volto sofferente (magari uno dei tanti che le esperienze della vita le ha fatto incontrare), un gruppo di rondini in volo piuttosto che l'incresparsi di un'onda che si frange sul bagnasciuga. Questo è quello che l'artista allora rappresenta con alcuni tratti essenziali che, ad uno sguardo frettoloso sembrano richiamare e suggerire una lettura di quanto dipinto in chiave astratta o informale.
Scrivo questo mentre penso ad opere come "Paesaggio" o "Intreccio" (presenti in questa rassegna) ma anche a tante altre che mi sono rimaste negli occhi anche a tanti anni di distanza dal momento in cui le ho viste per la prima volta, come "Abisso" e "Pentagramma" (per fare due citazioni che vengono alla mente).
Un discorso ulteriore poi andrebbe fatto sulla sua predilezione (più marcata,almeno in passato) per il monocromatismo: questo perchè, giocando tra le varie tonalità dal marrone più cupo all'ocra e al crayola, forse riesce ad esprimere al meglio le emozioni ed a dare all'osservatore la sensazione dell'armonia che il tema sprigiona e trasmette.
L'esperienza artistica di Barbara Villosio intanto continua in una coerente evoluzione che, da ultimo, a prima vista potrebbe sembrare avere svoltato verso soluzioni più astratte: a ben guardarle non è così perchè anche queste opere prendono le mosse sempre e comunque da una immagine figurale. Ciò che invece è cambiato (ma molto poco) è l'aggiungersi alla sua tavolozza di qualche nuova cromìa, non escluso l'oro.
Ne deriva un nuovo valore della luce che maggiormente si esalta.
Forse per comprenderne appieno il significato bisogna scorrere l'iter accademico che Barbara Villosio ha seguito