Marco Fiume Italy Other

TITOLO PROGETTO: Phylum Ctenophora

DESIGNER e ARTISTA: Marco Fiume

I delicati equilibri dell'ecosistema naturale vengono sempre più alterati dalle attività umane, con effetti devastanti sulla biodiversità, sull’ambiente e per la vita stessa dell’uomo.

La temperatura degli oceani aumenta sempre di più a causa dei cambiamenti climatici provocati dal rilascio di gas serra nell’atmosfera. Gli oceani svolgono infatti un ruolo centrale nella regolazione della temperatura terrestre, assorbendo e trasportando più del 90 per cento del calore in eccesso sulla Terra e gran parte dell’anidride carbonica. Questo fenomeno, unito ad altri, vede mutare i delicati equilibri degli oceani che stanno rapidamente perdendo gran parte delle loro biodiversità.

In seguito all'intervento umano, varie specie giungono accidentalmente o intenzionalmente in località distanti dal loro habitat originario. In molti casi queste specie riescono a sopravvivere, riprodursi e insediarsi talmente bene nel nuovo ambiente da diventare invasive e rappresentare una minaccia, nonché causare numerose tipologie di danni.

Si registra maggiormente la presenza di specie invasive tropicali nel Mediterraneo, in cui l’assenza di predatori naturali favorisce un ambiente ideale in cui proliferare.

Il fenomeno è noto come “tropicalizzazione” del Mediterraneo ed è legato al riscaldamento globale che gioca un ruolo determinante nella penetrazione e nell’insediamento di queste specie.

Gli ctenofori, considerati negli ultimi anni il più antico gruppo animale che abbia fatto la sua comparsa sulla Terra, sono divenuti uno dei nuovi recenti casi di invasione. Scambiati erroneamente per meduse, sono organismi marini che normalmente hanno una distribuzione limitata seppur presenti in quasi tutte le regioni oceaniche del mondo.

Alcune specie di ctenofori, in particolare, hanno cominciato a fare la loro comparsa anche nel Mediterraneo e nell’ Adriatico. Sono dotati di un’eccezionale capacità riproduttiva e di tollerare ampie variazioni di salinità e temperatura, adattandosi e colonizzando in poco tempo diversi habitat marini e lagunari, compromettendone i fragili equilibri naturali.

L’eccessiva presenza degli ctenofori è una conseguenza diretta del cambiamento climatico dovuta all'impatto dell'uomo sull'ecosistema naturale, così come la progressiva desertificazione degli oceani favorita dalla cattiva gestione dei rifiuti, in particolare quelli plastici e la loro conseguente dispersione.

Sono evidenti frutti di un sistema profondamente sbagliato, insito nella società consumistica odierna.

Per questo motivo, la plastica che è un materiale dalle pregevoli proprietà e di recente invenzione, si trova ad affrontare una campagna denigratoria che non pone la giusta attenzione sul problema reale che risiede nella sua sovrapproduzione e nello scorretto smaltimento, ed il cui risultato però è la sola demonizzazione del materiale stesso. La soluzione auspicabile è quella di convertire il tradizionale modello economico lineare in un modello ad economia circolare basato sull’idea di recuperare i rifiuti in modo da poterli riciclare o riusare.

Benché attualmente siano considerati una minaccia dalla società, sia gli ctenofori che la plastica sono solo vittime derivanti dal controverso rapporto dell’uomo con l’ambiente.

Phylum Ctenophora esprime una rivalutazione profondamente critica in un parallelismo che vede accentuare nelle sue più ampie possibilità, sia le qualità degli animali da cui prende il nome che il materiale divenuto invasivo con l’intento di sdoganarne le accezioni negative e di valorizzarne gli aspetti positivi.

Il progetto si propone come parte di un sistema innovativo di lampade da tavolo bio-ispirate che si fondano sul trasferimento di qualità ottiche biologiche, quali l’iridescenza e la bioluminescenza osservate negli Ctenofori.

Queste caratteristiche sono rielaborate sotto un’ottica artistica e critica, guidata dalla volontà di far confluire insieme design, arte e scienza per favorire un’economia circolare.

Attraverso lo studio della biomimetica, il design illuminotecnico converge verso nuovi sviluppi sostenibili incentrati sulla valorizzazione dei materiali e delle sorgenti luminose LED, mediante nuove qualità percettive che trasformano l’atmosfera in una dimensione poetica e magica.

Le lampade sono realizzate attraverso un processo brevettato che prevede di modificare in modo puntuale la qualità cromatica della luce LED, avvalorando le proprietà fisiche della plastica.

Mediante un innovativo processo di lavorazione artigianale e ripetibile che consente di ottenere pezzi unici dal design riconoscibile, film plastici dicroici riciclabili derivanti da scarti post consumo e/o di lavorazioni industriali vengono modificati e valorizzati su un diffusore in vetro soffiato, per ottenere una serie di texture e porosità cangianti enfatizzate da una trama fosforescente blu interna alla struttura vitrea.

Phylum Ctenophora evocando l’iridescenza e la bioluminescenza degli ctenofori, plasma la luce come materia conferendole un’estetica mutevole al giorno e alla notte.

La texture superficiale, caratterizzata dalla diffrazione ottica del rivestimento dicroico modellato, produce durante il giorno a seconda della luce e del punto di vista una cromia differente; quella interna invece, ad elevata fosforescenza assorbe energia dalla luce naturale e artificiale restituendola al buio autonomamente quando le lampade sono spente, permettendo così di risparmiare energia.

Faretto LED RGB dimmerabile e controllabile da remoto;

Dimensioni generali: 350 mm per diametro, 350 mm per altezza;

Materiali: vetro borosilicato soffiato, scarti di film dicroico plastico riciclabili, pigmenti fosforescenti.