"Dea Bendata" (2019), grafite su carta, 42 x 29,7 cm
L'opera è il frutto di un percorso progettuale basato sulla sperimentazione di tecniche a matita legate alla manualità e gestualità del segno, al fine di esprimere e raccontare il personaggio, le sue emozioni, sentimenti e angosce.
La protagonista, esoterica, insolita, non razionalmente definibile, mostra a tratti la sua interna dimensione attraverso un particolare e differente segno, sintomo del suo stato d'animo e dell'intrinseco malessere che l'accompagna.
L'atmosfera dell'opera, rarefatta, ambigua, mostra un'umanità degradata, sintomo del del malessere esistenziale di un mondo sul limite dell'abisso, un mondo oppresso dalla presenza del Male, un mondo angosciante nel quale è presente senza sosta il buio onirico che accompagna l'uomo nel suo cammino.