Vittorio Sancipriano Italy Photography

Giclèe print on Hahnemule opaque paper. 70x50 cm

 

L’avvento dell’industria ci ha abituati, nel corso del ventesimo secolo, a considerare una nuova concezione di paesaggio. 

La natura è obbligatoriamente stata declassata ad un ruolo secondario: uno scenario, uno sfondo, una cornice al centro della quale prende importanza l’architettura industriale.

 

Negli ultimi anni, però, una percentuale considerevole degli edifici costruiti a scopo industriale è stata abbandonata. 

E’ necessario, allora, provare a sconvolgere il modo in cui immaginiamo il rapporto tra industria e paesaggio, tra uomo e natura.

Dobbiamo invertire i ruoli: interpretare gli spazi industriali ormai abbandonati come ‘’nuovo paesaggio’’ e porre al suo centro la natura, la materia prima, affinché essa possa impossessarsi nuovamente dici che le è stato sottratto.

 

La fotografia presentata è parte di una serie di immagini scattate all’interno dell’ex cotonificio Poma (poi lanificio Botto), la cui produzione ha costituito per decine di anni l’anima del comune di Miagliano Biellese. La costruzione di un villaggio operaio estremamente efficiente rappresentò il primo vero esempio di welfare industriale della zona.

 

Nelle foto, mucchi di lana sudicia, materia prima che un tempo era il motore dell’industria, del paese, dell’intera zona, vengono ritratti come soggetti all’interno delle stanze del lanificio ormai abbandonato, che si pone ora come paesaggio industriale.